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Ecommerce, facebook e riprova sociale ... 

| Autore: Alessandro Sportelli | mercoledì, 28 luglio 2010 alle 12:58

... è proprio il caso di dire:"l'avevo detto" ... :-)



In una blog-chiacchierata di qualche giorno fa con l'amico Arturo Salerno dissi che:"Facebook introdurrà la riprova sociale in tutti i siti del web… questo diminuirà le ricerche sui motori. Sono folle? vedremo…".

Sembra proprio che io non sia del tutto folle dato che a quanto pare AMAZON si muove proprio in questa direzione e permettetemi ... mi pare ovvio.

Mi pare ovvio che si cerchi il modo di trarre il massimo vantaggio dal passaparola online proprio come accade offline... anzi meglio.

Che tu lo voglia ammettere o meno sei influenzato dalle azioni degli altri e non solo di chi conosci (se hai già studiato il mod. 2 del corso base sai bene di che parlo)! Gli altri potrebbero essere anche un gruppo di persone. Sapere che un certo numero di persone compie un'azione o acquista un prodotto può influire sulle tue scelte. Ma questa non è una mia invenzione, è un fatto.

E' proprio questo che rende il passaparola la miglior (strategia?) pubblicità per prodotti e servizi praticamente da sempre.

La differenza tra offline ed online è che nel secondo caso è necessario uno sforzo creativo e tecnologico al fine di creare le migliori condizioni affinchè gli amici degli amici sappiano quali fornitori utilizzano, quali prodotti acquistano, etc.

Non so come la pensate voi... ma se so che un amico prima di me ha acquistato in un certo ecommerce questo può farmi sentire meglio, può darmi sicurezza, potrei anche chiamare il mio amico e chiedergli se me lo consiglia.

La differenza tra online ed offline sta nel fatto che offline passiamo parola solo consapevolemente e solo in pochi casi, mentre online possiamo condividere con i nostri amici una notevole quantità di azioni (conversioni) ed informazioni (se lo vogliamo!) per aiutarli a scegliere.

Questo accade già... non è necessario scandalizzarsi!

Anche chi fa lead generation e quindi raccoglie informazioni di potenziali clienti può far leva sul passaparola.


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